La storia della Canapa

   La canapa è una coltura annuale ben conosciuta da millenni per la sua fibra robusta, che veniva usata principalmente per fabbricare cordami e tessuti pesanti di ogni tipo.

   La canapa viene coltivata a pieno campo, è quello che si definisce un “seminativo”, come il grano o il mais, e quindi, per effettuare le operazioni colturali, preparazione del terreno, semina e raccolta, ci si avvale normalmente di macchine agricole.

   Abbandonata la coltura nel primo dopoguerra, anche a causa della diffusione della plastica e dei prodotti derivati dal petrolio, si è persa perfino la memoria agricola e la conoscenza indispensabile per farne prodotti di pregio. Si è finito per assimilare la canapa (cannabis sativa) alla cosiddetta “marijuana” (cannabis indica) ed è passata, anche a livello legislativo, la semplificazione canapa = droga. Dal 1998 però, i pionieri della canapa si sono moltiplicati, lentamente ma costantemente, ed oggi sono una realtà viva e …vivace, nel panorama (deprimente) dell’agricoltura italiana ed europea. Non ci sono ancora i grandi numeri, ma la pianta ha già messo solide radici.

   Il periodo di abbandono della coltivazione, dagli anni ’70 al 1996, è stato anche il periodo di massimo sviluppo della meccanizzazione agricola, che è andato di pari passo con l’abbandono delle campagne e con la perdita del patrimonio di conoscenza sulla coltivazione della canapa, che gli agricoltori si tramandavano da sempre. La raccolta manuale non è quindi più possibile come pure non viene più praticata a livello agricolo, né la macerazione, né la stigliatura.

   Fino a qualche anno fa non esistevano quindi macchine specificamente sviluppate per la raccolta della canapa e quindi si usano altre macchine adattate alla bisogna, come mietitrebbie o falciatrici per foraggi, anche su livelli multipli. In ogni caso, per parlare di meccanizzazione, occorre distinguere innanzitutto la tipologia della coltura, distinguendo tra produzioni da fibra / biomassa e raccolta prevalente di seme ad uso alimentare.

   In questi ultimi tempi si assiste ad un rinnovato interesse nei confronti della canapa, supportato dalla diffusione di studi e dati che evidenziano le proprietà benefiche dei semi di canapa e dei loro derivati, ricchi di acidi insaturi Ωmega 3-6- e di proteine vegetali .

   La canapa è una pianta che cresce bene in zone dal clima temperato, ma ci sono diverse varietà adattate ai climi più diversi. In Italia esistevano diverse varietà di pregio, di cui alcune sopravvivono ancora, ma oggi si importano per lo più varietà adatte alla raccolta del seme. Se organizzata nel modo giusto, la coltura della canapa può offrire agli agricoltori uno stimolo per differenziare e ruotare le coltivazioni, facendo reddito.

   Per una descrizione approfondita della pianta e della coltivazione rimandiamo agli articoli da scaricare nell’apposita pagina. La qualità delle fibre di canapa veniva accuratamente accertata e codificata con apposite “marche”, etichette che ne attestavano l’idoneità per diversi impieghi.

   “ma è seta questa?” chiede il tedesco alla fiera di Francoforte. La Germania produceva molta canapa ma la qualità tessile migliore era proprio dei prodotti italiani.